sull’identità su internet

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Tempo fa, parlando dell’anonimato a cui tengo molto su internet, dicevo alla mia amica Cristina qui online che ritenevo molto più intimo questo, in molti casi, di quello che può succedere di persona: come il contenuto di un libro non cambia se gli tolgo la copertina, il titolo e l’autore, così il mio rapporto deprivato di chi io sia nel mondo e della possibilità di verificare se ciò che dico è vero – se non parti dal presupposto che ti menta – non cambia il mio rapporto virtuale con te. Questo lo sostengo ancora, io mi sento così.

Interessanti argomentazioni (non necessariamente a supporto della mia tesi, però attenzione) le trovo in questo articolo in cui viene citato su un articolo di Wired, da Alberto Caputo  (psicologo specializzato in sessuologia e criminologia), la teoria di Joseph Walther relativa alla (SIP) Comunicazione Mediata da Computer e cito: Continua a leggere

Come sono per A, come sono per B

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Attenzione, dettagli sessuali.  Continua a leggere

Sigma 85 art con Canon 1D

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Come vi dicevo un precedente articolo il nuovo 85 ART della Sigma risulta avere discreti problemini di messa a fuoco in condizioni non-ottimali; le mie prove (real world, studio) sono state fatte con Canon 5DSR  e Canon 5D Mark IV.

Un amico mi ha detto che il sistema di messa a fuoco della 1D, di solito, funziona meglio. Dunque ho fatto la prova con una 1D mark III ed in effetti confermo: funziona meglio. Ma i problemi ci sono: solo che con la 1D fai fatica, ma ce la fai; menre con le due 5D succitate non ce la fai.

Prova fatta 5 minuti con la 1D. Con le 5D … continuativa.

Quindi: oggi la 1D in questione è la X mark II, che è una bomba per tante cose ma ha solo 20 mpx. Magari per voi non è niente, ma per i miei normali usi, purtroppo, risulta strettina.

27ma puntata

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(C) Maud Chalard

Non abbiamo resistito neanche un giorno. Lei si sentiva morire dentro, io ricominciavo a sentire tutto grigetto nella vita, in poche ore. Lei ha trovato il modo di bucare il muro, pur senza avere la forza di telefonare: un social che non avevo bloccato (google hangout) e abbiamo ricominciato.

Con delle condizioni che, per ora, possono andarci bene. Ma non riuscivamo a respirare bene senza, l’un l’altra.

L’intensità dell’innamoramento è una droga a cui non mi sono mai disabituato.

If you love somebody, set them free (26ma puntata)

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Soffriva sempre. Per lei ero uno stronzo, ma non poteva fare a meno di me, di vedermi di nuovo, di tornare da me, straziata.

L’amore col dramma lo conosco, può piacere, si tira più lungo, si sente tanto. Ma si soffre anche. Io ho votato la mia vita alla pace: il mio cambiamento non è solo di parole, cerco la pace, la serenità, l’armonia (non fate ohmm stronzi) con tutto me stesso. Perché sono andato fuori di testa, se seguite questo blog lo sapete. Ho sofferto e ora io voglio rapporti ottimi. Non voglio che i rapporti con la gente mi facciano soffrire.

Ma dal canto mio di certo non voglio essere fonte volontaria, consapevole, di sofferenza per qualcuno.

Per cui realizzato che per lei ero un amore tossico, una droga, una malattia le ho proposto lontano dagli occhi, lontano dal cuore: non ce la fai a dirmi addio, ok. Io non ho motivi miei per dirtelo: io ti voglio, per me sei un regalo del cielo. Ma io per te sono una maledizione: se li vuoi mettere sui piatti della bilancia i motivi per stare con me non li trovi neanche se li cerchi per tutta la giornata, mentre i motivi per sentirti offesa, insultata, in disaccordo rabbioso, gelosa con ragione, sminuita nel tuo dolore e quanto altro di brutto possa fare un uomo senza essere attivamente violento fisicamente o psicologicamente … queste cose in me le trovi. Dunque… perché? So che quando ami uno non sai perché. Mi stava bene, benissimo, che stessi con me perché io sono io. Non perché ti servisse qualcosa. Ma se cerchiamo cosa ti faccio di male lo troviamo, mentre cosa ti faccio di bene no. Continua a leggere

sono uno scopamico 42enne (25ma puntata)

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Mi lasciò, divenni scopamico.

Una cosa che chi ha la mia età difficilmente considera con la stessa naturalezza dei ragazzi di oggi: lo scopamico. Un amico con cui scopa, secondo qualcuna (mie fonti femminili), uno/a con cui scopi quando hai voglia (non necessariamente amico) e basta, di cui non ti frega un cazzo ma con cui scopi bene e ti fa voglia e siete scialli così a dirvi “scopiamo?” e “si” e “no” vanno bene e nessuno si offende.

Nel mio caso era (post scritto tardivamente) quello in prima versione, perché lei tutto sommato voleva solo prendere le distanze: avermi almeno per scopare, per farsi coccolare, accarezzare e scopare in ogni modo a noi gradito.

Non finisco il post perché è tutto cambiato.

scricchiolii e crepe (24ma puntata)

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Ci siamo. Non sono passati ancora 2 mesi (manca poco, ma non sono passati) et voilà, ci siamo già: aveva ragione lei, mi dico, siamo troppo incompatibili. Lei lo sapeva già prima; ma nel guazzabuglio incasinato di vogliononvoglio, facciamo ma boh, proviamo, amore, non amore, ci siamo buttati, poco. Abbiamo intinto il piede nell’acqua dello stare assieme, appena il ditino. E già spuntano gli occhi al cielo, già litigi. Litigi! Io che non sopporto nemmeno che esista il litigio.

Ho lasciato che molte cose accadessero, che passassero. Sicuro, c’era qualcuno che mi trovava ancora attraente. Sessualmente attraente, una ragazza di 20 anni. Per cui cazzo, mi sono detto, se una mette da parte così tanto, vuoi che non metta da parte il cattivo italiano, la comunicazione?

Ma – ahimé – spesso questo è indice di altre cose. Non sempre. Ma l’atteggiamento verso la discussione, il confronto di idee, la contrapposizione.

Alla fin fine io sento che non la faccio stare bene. Lei non si sente sempre amata. E io non mi sento amato mai, perché so che ci sono cose di me che disprezza (lei dice che “le stanno sul cazzo” e che non significa che le disprezza … ehm, ah no?) … ci sono argomenti comuni su cui discordiamo ma sui quali non riusciremmo a discorrere, a discutere animatamente. Sarebbe solo una contrapposizione senza confronto, cosa molto in voga di questi tempi: l’idea dell’altro disprezzata e basta, senza sentire da dove viene, quanto vale, che ragionamento ci sta dietro. Molto furore, molto gridare, anche metaforico, ma poca calma e poco rispetto.

Voleva un uomo buono, gentile e rispettoso. Ma cara, ti sto sul cazzo nonostante tu non neghi che io sia queste cose. Perché non ti do sempre ragione, perché penso che alcuni ragionamenti siano viziati o certi argomenti non siano argomenti tout-court o non siano ragionamenti ma solo concetti che non si sa da dove vengano, convinzioni, anche forti, ma che non hanno basi solide, scientifiche. Potrei stare zitto. Ma cosa, perché, per la figa? Ma cosa penserei di me stesso? Io adoro la figa, sono il fan n.1 del sesso, ma cazzo non abbandonerò il metodo scientifico anche se sei l’unica donna sulla terra che si interessa al mio cazzo. E sei strepitosa, porca, una cosa magnifica. Continua a leggere

ha gli occhi che piangono

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Dicono che nella bellezza ricerchiamo quella primordiale di nostra madre, ricordo di aver letto da qualche parte chissà quanto tempo fa; almeno in quella di una donna.

Non so se mia madre abbia la forma degli occhi cadenti: ma a questo punto sospetto di si, perché continuo a trovare modelle che li hanno. E una è diventata nientemeno che la mia attuale ragazza. Me ne sono accorto perché il supremo maestro (mi inchino) mi dice sempre “eh ma le trovi tutte con gli occhi che piangono e sai che non va bene per lo stock!”. E no che non lo so 🙂 Gli occhi “che piangono” è un gergo di gente che lavora nell’occhialeria, comunque. O che ci ha avuto a che fare.

Ora purtroppo mia madre è vecchia, molto vecchia, non credo sia facilissimo recuperare la forma del suo occhio, per me, capirla. Ma nelle foto da giovane, splendida sedicenne, sicuramente si.

Il che mi ricorda una cosa che disse iStock tempo fa… ma che non vi dico 😉

scegliendo modelle su FB … retromarcia

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Vagolavo tra profili feisbuc di bellaGGente varia. In cerca di amicHE di amici/he piacenti, per vedere se vogliono posare.

Vedo una extragnoc, guardo un po’. Ok, non è poi così extragnoc, ma piacente, assai. Guardo un po’, è occupata, con un extrafigus strafigus, guardo il suo profilo … solo selfie, guardo altro… un acefalo totale, sembra. Ma forse… profilo visibile solo agli amici, anti-lavoro.

Comunque mi cambia l’idea su di lei e come sarà averci a che fare.

Quindi: addio sconosciuta.

Eccovi un esempio di quanto la vostra privacy sia fottuta quando mettete la vita su FB. La gente esamina le vostre frequentazioni e potrebbe scartarvi per quelle anche se voi siete stati attenti a quello che postate.

Terrificante eh? 🙂 Si.

sesso sesso sesso? (23ma puntata)

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Delia lavora nello stabile sopra il mio studio. Ovviamente mi hanno visto tutti girare con quella che ora è la mia ragazza. Alcuni ci dicono “siete bellissimi”.

Delia si sta lasciando con suo marito: non so cosa sia successo tra loro: si, sarei curioso, ma mi faccio i cazzi miei. Hanno due figlie. Ad ogni modo Delia mi fa domande, più che altro. Anche se nella sua benevolenza o sorriso sento che trattiene il commento acido, non so perché, in realtà. Da quanto state assieme? Un mese e mezzo circa. Quanti anni ha? 20. E tu? 42. Cazzo!!! Sei un grande. Sessosessosesso vero? Siete all’inizio, si è così … Eh… ma come?!! – Eh – dico – era solo una modella ma ho visto che mi ha lanciato segnali inequivocabili e alla fine eccoci qua e … – ma era ancora li con il “sessosessosesso”negli occhi. Come a dire “eh vuoi solo fartela” o cose del genere.

Ciccia ma tu quanti anni hai? Ho avuto una donna per 20 anni. Tu hai fatto figli, io ho deciso COSCIENTEMENTE di non farne. Ora tu divorzi e hai due figlie.

E alla fine a distruggere la mia storia è stato il sesso, capito? Non l’ho lasciata io. Mi ha lasciato lei. E per il sesso, perché non lo facevamo. Per colpa mia. Certo, si, c’erano tante cose. Ma su tutte, assicurato da lei ogni giorno (ci convivo, quindi non mi venire a dire “credi tu” perché glielo posso chiedere – e lo faccio – ogni giorno; me lo ha ribadito e ne soffre tutt’ora, visto che ovviamente sto scopando un’altra dopo che mi ha lasciato) il motivo era quello: perché la carica sessuale, l’attrazione sottesa, la passione era sottratta da tutto quanto. Sapevi che quello non c’era, non esisteva più, avevi perso la speranza. Continua a leggere