non contattarmi più (42ma puntata)

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Le ultime cose che ci siamo detti non erano pacate.

L’ultima cosa che è venuta a fare è stata portare via le sue cose senza vedermi, perché “altrimenti rischio di prenderti per il collo” mi diceva.

Non mi ha nemmeno detto addio. Credo sia partita per qualche posto a prendersi quella vacanza che aveva “regalato a me”. Tutto sommato a mie spese. Ma me ne fotto di questo. Si è presa il suo spazio, il suo tempo, quello che le serviva per “calmarsi” … fottendosene di come stavo io, del fatto che mi lasciava solo, che di quello di cui avevo bisogno io non gliene fregava un cazzo.

Mentre la Grecia bruciava, qualche giorno fa, essendo lei sparita dai vari mezzi di comunicazione in un modo che escludeva il blocco (esempio whatsapp) mi ero preoccupato… le ho scritto solo di dirmi che non era in Grecia e che se era li … era viva. Dopo qualche giorno ha risposto di non preoccuparmi, che stava bene.

Oggi mi sembrava di aver trovato un paio di mutandine sue in studio. Ha detto che non era più piena di rabbia e potevo portargliele anche li. L’ho fatto perché in fondo speravo di vederla e che qualcosa di bello succedesse, com’era successo altre volte, anche se quello che aveva da dirmi tempo fa era “quello che è certo è che non tornerò”. Quindi… così, qualcosa a pelle oppure niente. E tutto sommato speravo non fosse in casa, le avrei lasciato il sacchettino fuori dalla porta e nel sacchettino una nostra foto… che non potevo più guardare senza star male: lei le foto dei suoi ex le tiene, pure su instagram. Per cui.. meglio da lei.

Mi aspettava sulla porta, a braccia conserte, faccetta soddisfatta. Apre il sacchetto … “non sono mie, te le rubavo”. Vede la foto… “e questa?” – “questa tienila tu” –  E fa una faccetta… che è quella del disappunto (mi aveva istruito sulla differenza con quando “fa la paperella”) … sembra dire “a me di questa roba non me ne frega più un cazzo”. Magari con parole più gentili eh, visto che “non era più arrabbiata”. Ma quello che aveva detto a me, che non voleva chiarire nulla… è restato tutto come prima. Non c’era più niente per me. Ho solo salutato. E lei di rimando. Mi sono girato e sono andato.

Non riuscivo a guardarla, era sempre bella ma… non era più mia. Risalendo in auto guardavo altrove, devo dimenticarla mi dicevo.

Mi scrive poco dopo una cosa, e poi me ne chiede un’altra, tecnica, sulla compagnia telefonica… le ho chiesto di non contattarmi più, che se io le sono indifferente, per me lei non lo è. Non ho specificato che beni e servizi, se sono l’unica cosa che ti interessa da uno che “non merita niente da te”, te li fai dare dal prossimo della lista. Questo è perché è piccina, magari lo imparerà, semplicemente “non si fa”. Non si fa se non hai chiuso bene: puoi chiedere favori al tuo ex se vi siete mollati in modo civile. Non come noi.

Comunque adesso devo cercare di dimenticarmi di lei. Eppure è difficile. Era perfetta per me. Anche se non era perfetta, nemmeno per me, non era perfetta. Ma era, lo ribadisco, perfetta per me. Andava bene, anche se avevo da lamentarmi: tutti abbiamo qualcosa che rompe. E lo diciamo, che non sia un segreto, che non sia un tradimento, una cosa tirata fuori in un litigio, a sorpresa. Lo devi sapere prima. E anche se c’è quella cosa, io sono qui, pensavo, rimango. Ma lei no, quello che non andava bene per lei… non l’ha fatta rimanere. Quella che “voleva esserci anche quando le cose non vanno bene”. Ma le cose che non vanno bene possono riguardarti, possono investirti. Possono riguardare come le persone diventano CON TE. E tu prometti di non andare? Nel bene e nel male? Non farlo se non hai bene in mente quello che prometti.

Dimenticarla sarà difficile. Ci sono cose che mi facevano incazzare ma… tante belle, bellissime piccole e grandi cose di lei che adoravo. Quelle che scassavano la minchia non le offuscavano.

Avrei solo voluto che tornassimo assieme, accettando che eravamo due persone difficilli, che ogni tanto facevano girare i coglioni all’altro/a.

Ma alla fine ne viene fuori che sono un pezzo di merda io. E allora visto che ormai come escremento sono totalmente formato… devo accettarmi. E come dice* Morelli… devo abbracciare e accarezzare i miei difetti. Amare quanto faccio schifo. Non credo proprio che ci riuscirò, ma vedrò di andare avanti, portando come semper parallelamente avanti la ricerca di un metodo rapido e indolore per morire.

Ma attendo che se ne vadano i miei, se riesco. Soffrirebbero davvero troppo. Nel frattempo, sempre, ogni giorno, vado avanti col lavoro, davvero difficile nel produrre risultati degni di nota. Ma sempre per colpa mia, lo so.

*E poi Morelli chi cazzo ha detto che è veramente autorevole nella sua ricerca originale? Ciò che afferma è sottoscritto dagli altri psicologi? O serve solo a vendere Riza? 🙂 Comunque … io cerco di andare avanti. Di migliorare almeno alcune cose.

e forse…

LA PANZA! (non che a qualcuno interessi davvero, ma fa schifo A ME e mi sento male quando la vedo). 😀

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se non ti ami tu, chi ti può amare? [cazzata]

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Un noto psicologo, sulla solita scia – comedaoggetto – del “se tu non ami te stesso, come puoi aspettarti che lo faccia qualcun altro?”, ci propone la variante “se non rispetti tu la tua natura chi può rispettarla?”.

CHIUNQUE VOGLIA.

Questa è UNA delle migliaia di risposte che questa cosa illogica ha. Naturalmente se fosse posta in modo più articolato, ovverosia qualcosa come “se con gli altri non metti in luce i tuoi lati migliori, perché sei concentrato a lamentarti pubblicamente dei tuoi difetti, sarà difficile che notino le tue caratteristiche positive”. E qui ci potrei anche stare.

Ma il tartufo puzza, ce la mette tutta. Eppure è buono. E aggiungerò: il tartufo non piace a sé stesso. Eppure piace agli altri. E via dicendo con milioni di cose e persone che non si piacciono, ma piacciono AGLI ALTRI.

Ora, dopo aver detto questo, se siete dei veri pessimisticosmici-autodistruttivi-selfshitting Trademark(C) , allora, io lo so, perché sono qui anche io con voi, il ostro ragionamento sarà “e quindi se non piaccio comunque a nessuno, nonostante questo, allora faccio straschifo al cazzo per davvero”.

Ma siccome quando si tratta degli altri non funziona mai così, vi dico: forse solamente non avete trovato la persona a cui fa schifo la vostra puzzadimmerda perché anche se siete delle merde dovete andare fuori nella fogna del mondo e MESCOLARVI con il resto della merda. Esiste un’altra merda anche per voi, molto, molto probabilmente. Potreste essere stufi di aspettare. Ma se state aspettando a casa vostra, chiusi, senza avere nessun contatto di nessun genere con nessun altro essere umano… beh, siete un po’ come quelli che cercano lavoro guardando la TV x 24 ore sul divano e aspettando che il lavoro arrivi loro in faccia. Non succederà, ma non è colpa degli altri perché “fate schifo” o non avete caratteristiche interessanti. E non è che esponiate quelle brutte. No, non ne esponete nessuna. State nascosti. Nessuno sa che esistete. Questo rende divertente il lavoro del dio sadico che dall’alto vi vede nelle vostre scatolette a rigirarvi nel dolore fino alla morte. Ma è lui l’unico che vi vede. Gli altri… dovete aiutarli, uscendo.

E ripeto: io sono uno che sta cercando la bombola di monossido puro, eppure ho visto casi di gente che si lamenta di non piacere a nessuno, ma restando chiusa in casa. Li conosco solo perché dall’infanzia qualcosa mi ha dischiuso la loro casa. Fine, tutto qui.

Io attualmente sono sempre alla ricerca del modo di morire rapido-e-indolore.

MA

Mentre sono qui, ogni giorno, la fatica principale è alzarsi, ingranare, cercare di fare. Ecco, FARE è quello che bisogna … fare. Il non-fare, non porta un po’ da nessuna parte. Inazione totale. Restare a non fare nulla, non interessarsi a nulla, non leggere, non appassionarsi, non provare niente da fare… questo porta a poco a poco al peggio. Non si resta statici.

Ma per tornare a bomba: se non ti piaci, non è affatto detto che tu non piaccia a qualcun altro. Magari non gli piacerai tanto da succhiarti il cazzo, leccarti la fica, baciarti, avere il tuo corpo o desiderare di procreare con te. Forse nemmeno di venire al cinema con te. Ma magari di chiacchierare con te persino 30 minuti, ogni tanto, potrebbe darsi. E vi assicuro che ad alcuni livelli di solitudine questo non è affatto male. E non parlo dei poveracci ad un angolo di strada. Ma di persone vere, interessanti. Carine.

mi si appiccicano le braccia dal caldo

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Se lavorate al pc durante l’estate, alla scrivania, tavolo, qualcosa… questa roba POTREBBE appiccicarsi alle bostre braccia. Fogli di carta non migliorano la situazione.

Ma la stoffa si.

Basta mettere una maglietta appoggiata al piano e non si appiccica più niente.

O un panno.

🙂

il silenzio (41ma puntata)

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Recentemente sono andato a vedere la versione odierna di “Papillon”, film che vidi da piccino. Nella versione attuale non c’è il tipo nella gabbia di bambù sotto il sole, che mi ricordavo, o a livello del terreno con zero spazio: la cella consente almeno tre passi ampi. E’ quasi a cielo aperto. E c’è il silenzio totale, assoluto. Quello che fa impazzire. Deprivazione sensoriale, no?

La negazione del dialogo, anche. Continua a leggere

ancora una fine (40ma puntata)

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“Non tornerò più, voglio che sia chiaro”. lo dichiara come se se lo fosse detto forte allo specchio molte volte. Domani o dopodomani passa a prendere le cose che ha lasciato da me e a riportarmi le mie. Ancora una volta. Ancora una volta mi ha lasciato, ci siamo lasciati.

Inizialmente anche io provavo questo sangue alla testa da “basta, basta, lasciamoci, è troppo”. Poi ci penso: abbiamo basato tutto su una difficile corrispondenza di caratteri… se accettiamo ceh sia così, accettiamo le esplosioni e gli scontri ogni tanto, penso. Riparliamone. Ma no, questa volta no.

I dettagli sarebbero per gli amici, gente che mi conosce. Il resto, per voi, sia questo.

Dentro di me qualcosa si è raffreddato, si è stiracchiato: mi ha lasciato troppe volte perché io mi spezzi in due come era successo prima. E c’è la mia età. Ho pensato così tanto a come io sia, in questi giorni ed ogni volta… mi sono chiesto molto su me stesso e l’ho chiesto agli altri, agli amici, anche alla mia ex (conviviamo, ricordo). E con differenti intensità ne viene fuori un rompicoglioni egoista. Chi non mi conosce bene magari no, magari ha dei bei pensieri. Mi dico: si vede che ho imparato a vendere bene un prodotto, ma alla fine devo incassare sempre il reso… e chiunque faccia questo tipo di commercio, se si ferma, fallisce. E io non sono uno Gigolò, un serial-qualcosa. A parte per lavoro, ovviamente, per cui metto su il sorriso e si va. Ma poi c’è la vita personale. Sono difficile, mi faccio schifo ma cambio poco, se cambio qualcosa. E ho gusti, preferenze, o come direbbe il mio amico “tu hai regole“. Continua a leggere

il gusto di ammoniaca delle lacrime

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contiene ammoniaca

Ammoniaca, mi è venuta in mente. Un odore intenso di ammoniaca, ma per 2-3 secondi al massimo. Stavo piangendo e… sapete quando l’olfatto prende il sopravvento sul resto della vostra umanità e dice comunque “MERDA! CILIEGE!!! ODORE-DI-SIGNORA-VECCHIA!!! CASA-DI-MARCO-TUOAMICODELLELEMENTARI!!!!!” …? Ecco, BAM! Mi ha detto “ammoniaca!”

Ma non sembra che ci sia ammoniaca nelle lacrime.

Comunque piangevo per “confronto”. Ho appena litigato con lei, lei si sente maltrattata e io altrettanto, lei si sente che io torto e io con lei. Non se ne esce. Io sento che lei inizia e io rispondo… e lei ovviamente no. E alla fine mi ha tirato un “tu non meriti nulla da me”. Continua a leggere

da grandi poteri grandi responsabilità

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“Da grandi poteri, grandi responsabilità” cita il tuo amico e l’altro amico “ah! batman!!” e tutto il gruppetto di comic-nerd “SPIDERman!!!!!”.

Poi cosa ti vado a scoprire e COME? Che la mia (cit) crassa ignoranza andava ben oltre l’immagina(bile)to: leggendo un libro di DAN BROWN (ok, si, orrore ed abominio su di me, ma io devo cercare di dormire in qualche modo e leggere narrativa di un certo tipo mi calma, mi rilassa, poi posso dormire, e ci metto comunque due ore, quindi fuckya) scopro che una frase più interessante, ma sostanzialmente di significato simile, molto, molto simile, era stata pronunciata da Winston Churchill.

Macché? Davero davero? Eh sine! Maindove? Eh!!!!!

Comunque non è stato il primo, né l’ultimo illustre, come di dice questa ricerca di Stay Nerd.

di nuovo il senso di vuoto, di essere sbagliati

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eccomi.

Sono quasi le tre. Come sapete con X ci siamo lasciati. L’ho lasciata? Mi ha lasciato? Beh mi ha lasciato, io il “adesso basta mi sono rotta” e io che le dico che si, se non vuole restare e calmarsi, risolvere, è giusto, che se pensa che sia meglio sola che male accompagnata, davvero, allora ok, ma che per me no, per me anche coi casini e le cose che non mi vanno, il totale di lei, quello mi va.

So che pian piano riaffioreranno cose meravigliose di lei. Sono sempre quelle belle a fare più male. Ma dobbiamo ricordarcele quelle brutte. Che io lo so che valevano di meno, e cionondimeno, c’erano e non le potevo, né volevo, ignorare. Solo mettere da parte, accettarle. E quando non potevo accettarle, molto più raramente di quando le percepivo, ne parlavo.

Ma ora è notte, lei, la mia ex-ex, dorme. Le ho chiesto se anche lei avesse bisogno di essere messa a dormire. No, mi dice, ma mi mancava il tic-tic della tastiera di là. Mi viene da piangere. Questa donna è amabile, gentile, cortese, civile, buona, d’animo generoso, generosa con le azioni. E quando la amavo (la amo ancora, certo: quando scopavamo, ok? quando lei percepiva passione o la sperava ancora) lei si sentiva già sola. Questo non riesco a perdonarmelo, ad accettarlo, di questo voglio fare comunque ammenda. Lo volevo anche mentre ero assieme ad un’altra. Lo vedevo, venendo a casa (che è il mio ufficio) e ne avevamo parlato. Io non me ne capacitavo e volevo fare qualcosa. Ma cosa? Ripeto: se mentre eravamo assieme già ero insufficiente … ora? Devo fare senza che mi venga chiesto, immagino. Come ci insegnavano a catechismo 40 anni fa: non devi aspettare che ti venga chiesto: fa’ il tuo dovere. Continua a leggere

Molla e non tira (39ma puntata)

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Un disastro diplomatico, una disfatta, un casino schifoso, una incapacità comunicativa, un pasticcio fangoso. Non sono stato bravo, non credo che lei sia stata brava, comunque ci siamo lasciati, bruscamente. E addio.

Io ho forzato la mano, lo so: non volevo essere lasciato nel silenzio per il suo comodo (e, ovvio, allora così il comodo è mio, mi è chiaro). Ma era per parlare, subito, parlare ed imparare a parlare meglio. Questo era  il punto, migliorare, diventare capaci di stare li, di non fare accuse e basta, di parlare come gli adulti, che discutono, che si infervorano, che sono appassionati e diretti ma che non si offendono, che non attaccano l’altro invece dell’argomento, che non si interrompono , si ascoltano e poi, con la calma che riescono a raccogliere, rispondono… e avanzano nel ragionamento.

Sono una testa calda? Lei è una testa calda? Di certo io sento di rispondere, non di iniziare. Lei sente di no, naturalmente. Alla fine sono muri, che si alzano e non si scavalcano, non si spezzano, non ci sono porte… Lei con uno così non vuole stare, io con una così ci sarei comunque stato… ecco la differenza grossa. Ma non sto, questo no, con chi abbandona il dialogo, con chi mi lascia solo a parlare, con chi non prova ad andare avanti.

CineMAH presenta:INFINITY GUANTY persy a scuoly


dahahahahaha 😀

Come Non Detto

Vi dico subito che questa pseudo recensione contiene spoiler, glutine, tracce di frutta secca in guscio e lattosio. Non dite che non vi avevo avvertiti. E comunque, dai, ma che vi frega, tanto è un film Marvel, mica LA MOGLIE DEL SOLDATO! Anche se non lo avete visto, ve lo avranno raccontato i milioni di spoileratori professionisti che vivono solo per andare al cinema prima di tutti, prima anche del regista e degli attori, solo per il gusto di dirvi “Ah, ma non lo sai che Furenzio è MMOOORTOOOOO?” E Furenzio è lui.

Buio in sala. Si comincia. Con quella cosa che mi piace un sacchissimo che è il logo dei Marvel Studios. Quando lo vedo, con la sua musica trionfale, per me son già a posto così.

davdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdav

davdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdavdav

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