tira e molla (36ma puntata)

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pensavo fosse strano e invece…

Mentre scrivo, la mia micia nera dorme sul divano di casa mia, anzi nostra (mia e di B). Divano dove dormirò tra un po’, forse assieme alla micia e al suo orsacchiotto. Dorme con un orsacchiotto! Nemmeno nelle più melense foto di gattini eh? (update: invece è pieno: evidentemente è normale!) E invece si! La mia micia “abbraccia” un orsacchiotto con una zampina e dorme. Lo stronzo che sono dovrà spostarla, farsi posto e dormire con … loro. L’ho promesso ad A., con la quale sono tornato (galeotto fu l’asciugamano). Naturalmente poche ore prima che partisse per tornare ad Hogwarts abbiamo litigato per una cazzata. Io so che questo genere di cazzata è prodromo di casini molto più grossi su cose molto più serie; carattere, comunicazione, logica, ragionamento, punti di vista, atteggiamenti. Ne parleremo.

Comunque abbiamo passato un bel periodo da coppietta felice. Volevo andasse via con questo nel cuore, e tenerlo anche per me, mentre avrei lavorato tutta la settimana per recuperare il fancazzismo. E invece boom. Due permalosi del cazzo. E due età e linguaggi molto differenti.  Continua a leggere

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BIGSTOCK sta crollando?

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Quando le infrastrutture scricchiolano io mi preoccupo. Che sia un edificio, un’ente, un’azienda, che si tratti di un servizio telematico, di un tetto … se nessuno ci mette mano per sistemare, io mi preoccupo. Il segnale è negativo in tutti i casi: se c’è negligenza anche in periodo non-di-crisi, abbiamo comunque di fronte una situazione di sciatteria dalla quale tenersi a distanza; se c’è in periodo di crisi, a me ha sempre indicato i prodromi del fallimento, crollo, chiusura.

Io vedo file inviati a Bigstock danneggiarsi, ed altri amici mi hanno segnalato che file inviati correttamente in fase di indicizzazione (quindi non di upload) risultano POI corrotti, e non tutti e non con un criterio di mpegapixel o altro. Non si capisce. Ho chiesto di controllare alcune cosette, vedremo.

Ma eventualmente: ritirate i vostri crediti.

galeotto fu l’asciugamano (35ma puntata)

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è tornata da me

Eh adesso sembriamo quelli della burletta eh? La figata è che col tasto rosso l’ho presa con calma. Averlo a disposizione ti consente questo. E quindi… beh, lei è tornata. Capito? Tornata.

La sua conclusione (io lo scrivevo a tutti ufficialmente nel 2003, a tutta l’azienda) è stata “mai litigare e mollarsi per messaggio”. Ok, va bene. L’ho sempre detto ma… ok, ora te lo sei detto tu.

Due secondi prima avevo detto ad X (mia convivente, ex ex morosa) che la vedevo triste, che speravo avrei fatto qualcosa per lei, che se potevo farla sorridere stavo meglio ma … no, non potevo, diceva. Poco dopo questo mi arriva un messaggio nell’unico canale non bloccato da lei, la mia bambina, via SMS che mi dice di un asciugamano forse dimenticato in studio. Ok, dico, volo li subito e vediamo. E dopo un po’ di gatti che si girano attorno … le ho ricordato che la amo, sempre, non ho mai smesso, mai. E dopo un attimo eravamo di nuovo assieme, lei tra le mie braccia, bellissima, meravigliosa, il suo corpicino perfetto, i suoi nuovi capelli e dentro a tutto questo involucro sempre lei.

E hop, siamo di nuovo assieme.

Ma ho scoperto qualcosa della mia ex che non mi aspettavo, qualcosa che ha a che fare con le aspettative nei miei confronti, nei suoi stessi confronti, e quindi dell’umanità. Che tratterò in un altro post. Si tratta di prendere atto dell’imperfezione di noi tutti.

Prima di partire #20121223-bis

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film meraviglioso ma MOLTO triste

Sapere come morire, avere un metodo pratico e con tutta probabillità efficace, rapido ed indolore, mi ha tranquillizzato. La punta intensamente dolorosa, come i denti di una tagliola che ti prende le vene, il cuore, il collo e l’esofago (o il duodeno, non saprei) … queste molto legate all’ansia, al terrore, che ho conosciuto bene, queste sono scomparse. Avere quindi una via d’uscita mi ha tranquillizzato, mi ha reso un po’ pià sereno.

La sensazione che non mi molla mai è quella di una specie di fatina malefica che mi sussurra “sei uno sfigato”, che mi ricorda che come essere umano sono un fallito, che non riesco a “tenermi le donne” più meravigliose che io avvia avuto l’incredibile fortuna di incontrare: ragazze meravigliose, dalle moltissime caratteristiche che adoravo, che desideravo per me, che si adattavano a me. Se ne sono andate via sbattendomi il cuore in faccia, oppure la porta.

E fin qui, tutto normale per voi vivi. Continua a leggere

Prima di partire #20171223

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Per parecchi anni mi sono illuso di vivere, cercando – invece – di sopravvivere comodamente, di sbarcare il lunario decentemente. Quando ho perso l’amore, dopo aver perso il sesso, non mi sono preoccupato forse abbastanza. Ora è troppo tardi. Quello che mi piace e che mi interessa è, salvo esplosioni di fortuna, fuori dalla portata della mia età (o dei miei soldi, ad essere un filo più cinici). Sono un mediocre, quando va bene, in qualsiasi cosa. La mediocrità e il fallimento possono convivere. La mediocrità ti da la capacità di essere in grado di comprendere l’eccellenza fino all’ultimo granello, tanto da soffrire intensamente l’inadeguatezza della sua inarrivabilità; sei in grado di comprendere il confronto e la tua posizione schifosa di inferiorità. Puoi desiderare una cosa irraggiungibile: la fonte primaria e massima dell’infelicità.

Per cui accarezzo spesso, sempre più spesso e con una disperazione di differente intensità, l’idea di andarmene per sempre: in quel caso il mio obiettivo è sempre il “tasto rosso” da premere, click, e via, rapido ed indolore.

monossido di carbonio

CO

Da un po’ di tempo, qualche mese, ho individuato la via migliore nel monossido di carbonio: un classico. Quello che non mi è ancora chiaro, perché non ho informazioni sufficienti in merito, è se davvero sia sufficiente collegare un qualche tipo di tubo alla marmitta e cercare di isolare decentemente l’abitacolo dell’auto infilando questo tubo o se in qualche modo è: inefficiente e DOLOROSO. Remember: se me ne vado perché soffro, di certo non voglio soffrire andandomene. Tempo fa ho cercato un assassino. La conduzione della mia vita e delle mie scelte mi ha portato a conoscere brave persone: chi ne conosce non me li vuole presentare, non mi vogliono permettere di farla finita facilmente. Continua a leggere

i ribelli del sabato sera

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abbbombaaaaaaaa

K ha 24 anni. L’ho vista crescere dai 20 ad oggi. Era una di quelle che festafestafesta, scopare, drogarsi, bere, festa, ballare, uhuuuuuuuu! L’ho vista distruggere uno come me, e capirlo oggi. Qualche anno fa si è messa con il suo attuale amoredellasuavita.

Le ho visto anche cambiare diversi mestieri daquimenedevoandare. Mi ha fatto da modella, nuda.

Il suo tipo l’ha menata, una volta. E altre volte. E lei lo ama, ci sta assieme. Poi è triste. Poi ora fa la venditrice. Viaggia tutto il giorno e portaccasailrisultato. Le insegno come non farsi fregare troppo e come non svendere troppo ciò che fa. Ma sta per entrare nel tunnel tra i 20 e i 30 dove scompari dal pianeta: il tunnel tra il lavoro e il televisore, sul divano.

Lei è la mogliettina perfetta, quello che le femministe vere dicevano che “noi uomini” volevamo: una puttana e una serva, dicevano. Se vuole che cucini nuda, io cucino nuda, mi dice. Se vuole che io mi vesta sexy mi vesto sexy, che cazzo me ne frega. Se vuole che glielo succhi e glielo ingoi fino alle palle io lo faccio, lo so fare e lo faccio molto bene cazzo. Se vuole che cucini quella cosa io gliela cucino. Lei mantiene sé stessa e lui, che fa il musicista (DJ, serate) il finesettimana. Lo mantiene con un lavoro che non le piace. Sta fuori 10 ore al giorno. Vuole solo che lui lavi i piatti e porti su la legna (3o piano). Per il resto lui può stare a casa, fare musica ed aspettare che arrivi la sua donna. Sua è, proprio. Da un lato invidio l’amore cieco e malato che vuole quell’uomo a tutti i costi, anche se lui la maltratta ed anche se lei spesso vuole sbatterlo via e mi dice che è triste. Che hanno litigato per una puttanata.  Continua a leggere

“femminicidio”

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Sfatando la nuova terminologia di chiara impronta femminista, ricorderei che la parola “omicidio” deriva dal latino “homo” che non significa propriamente “uomo” inteso come individuo di sesso maschile (la cui accezione è data dal vocabolo “vir”, da cui l’italiano “virile”), ma si riferisce all’essere umano in quanto specie… E’ quindi assurdo (e sessista) proporre il termine “femminicidio” per definire una tipologia di delitto che, purtroppo, non conosce distinzioni di genere…

Rossella Zilli, 12 ott 2016 su Facebook

EELST DISBAND: che mondo di merda

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Chemmondodimmerda. Un mondo senza Elio e le Storie Tese. E’ ben vero che era un pezzo che facevano meno ridere. Poi ho letto di Rocco Tanica che sarebbe stato tanto depresso (è da lui che ho preso il concetto “se la vita è un dono dovrebbe essere possibile restituirlo o non accettarlo”) da staccarsi dalle performance Live degli Elii.

Ma la fine della band? Che merda. Gente che suona spaccando i culi come loro. Gente con trovate così straordinarie. E’ vero, è un secolo che non merita gente così cazzuta.

Ma un altro pezzo di storia fica se ne va. Chi raccoglie il testimone? Continua a leggere

SONO UN CICCIONE DI MERDA

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ciccione

diversamente tartarugato

Io lo posso dire. Nessuno può aggiungere “di merda” ad un qualsiasi identificativo corrispondente a verità che sia adeguato alla mia condizione. Ad esempio io sono Cristiano/Cattolico perché mi hanno battezzato, ho fatto la comunione, confessione, cresima. Non sono praticante, io stesso NON mi considero Cristiano ma… non ho fatto lo sbattezzo. Per il prete stesso credo non sia possibile considerarmi qualcosa di diverso.

Dirmi Cristiano è come dire Ebreo ad un Ebreo. E’ offensivo? Io non mi offendo. Dire “Ebreo di merda” ad un Ebreo è come dire “Cristiano di merda” a me. E come dirmi “ciccione di merda”. Io ciccione lo sono, ma la quantità di merda presente nel mio corpo non è davvero sufficiente per identificarla come parte costituente principale della mia persona. Quel “d merda” è la parte offensiva. La parte “ciccione” no. Ho la panza (non sono quello della foto, questo tizio mi batte parecchio), le mie braccia sono flaccide, il mio culo non è tonico e sodo, dietro al collo ho un accumulo di grasso che io stesso riesco a sentire se alzo la testa. Sono tutti fatti, uno dietro all’altro. Lo dico io. E se lo dice qualcun altro, ad alta voce, mi ferisce. Mi ferisce perché è vero. “Offesa” è questo: vulnus, ferita, mi ferisce. Usiamo tante parole perché la lingua si è evoluta, ma alla fin fine questo succede: vengo ferito, provo sofferenza, ma per cosa è che divento triste?

Per il riconoscimento esplicito della mia condizione. SONO grasso. E’ un fatto. Continua a leggere

EXIT KEY (tasto rosso) #38472683476

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Quanto ci metto a premere il tasto rosso? Mah, il tasto rosso è bello sapere che c’è (cit). Per essere chiari il tasto rosso è il monossido di carbonio, nel mio caso. Felice che sia passata la legge sul biotestamento, ma siamo ancora indietro per quella che è la mia OPINIONE su quanto dovremmo poter essere liberi di fare con facilità. Certo, in modo responsabile verso i nostri obblighi pratici – se presi per nostra volontà – con altri.

Comunque mi da pace. Quando mi sento un po’ di merda, sento che sono troppo vecchio, troppo grasso (e sto dimagrendo), troppo una merda, troppo scarso, troppo sega, troppo asociale, sfigato, stronzo, pretenzioso, incapace, inadatto, disadattato, piagnisteo, debole fighetta, regredito, mediocre e qualsiasi altra cosa, penso: hey, ma ci vuole un attimo a premere il tasto! Un attimo proprio. Posso sempre, sempre, in qualsiasi istante, andare a comprare un tubo adeguato, da connettere allo scappamento, un po’ di scotch per tappare bene il finestrino posteriore (insomma, non vorremo mica farcelo finire in faccia che fa schifo!) e fare un bel pieno ciccione. Questo è quanto. E magari fare una prova prima che magari scegli un tubo che si scioglie a contatto con lo scappamento (ma in effetti ved che nel documento linkato si va più sul gas puro).

Per il resto anche le semplici operazioni di “lasciare in ordine prima di andare” possono essere tranquillizzanti e spesso allontanano l’immediatezza del gesto, magari ti dai un altro giorno.

Io per esempio cerco di rendere monetizzabile il mio lavoro di stock per qualcuno che sia in grado di fare un buon lavoro di post-produzione con la merda che io produco. Ci sono MIGLIAIA di file. Ma io ho anche prodotto un automatismo di cui mi servo solo io… e questo si che poterbbe essere utile: ma spiegare il suo funzionamento è roba nerd: devo lasciare istruzioni.

Preparare le istruzioni, gettare la roba superflua, fare ordine pensando “o mi ammazzo, oppure magari avrò meno roba se devo traslocare o chissà” ti impegna in qualcosa di chiaro, ordinato, sistematico ma del quale non ti aspetti un livello degno di un giudizio: devi solo rendere più facili le cose a chi trova la tua merda di roba e che se se la rivende ci faccia qualcosa, che se la vuol usare sia decente e comoda.

E spesso una volta che hai fatto tutto questo… poi sei stanco, vai a dormire e hai problemi pratici per il giorno dopo. E a quel punto vedi come stai: eventualmente il tasto rosso ormai lo conosci. La stretta, la morsa di volerlo premere e non averlo  a volte e peggiore della possibilità di poterlo accarezzare e poi decidere che lo premerai domani: sei libero, totalmente. Non stai in gabbia perché qualcuno la tiene chiusa: puoi aprirla quando vuoi.